ViceVersa: Valdelsa, Chianti, cultura, collettività, comunis

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#1 13-11-2008 10:58

due-calzini
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Case popolari in Italia: una dimenticanza?

(ricevo per mail ed inoltro come discussione)

Al sito

http://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/

c'e' un articolo di gianni biondillo, un architetto e scrittore milanese
- di cui fra l'altro mi piace molto lo stile - che impreca contro la
mancanza di edilizia popolare in italia, mostrando invece come alcuni
complessi popolari tedeschi degli anni 20-30 siano addirittura
diventati patrimonio dell'unesco:

http://en.wikipedia.org/wiki/Modernist_Housing_Estates

ci sono le informazioni di dove si trovano questi edifici a berlino,
magari se siete in giro (per esempio la Wohnstadt Carl Legien e' a
Prenzlauer Berg).

Quello della mancanza di edilizia pubblica mi sembra un problema super
attuale in italia, specie con un presidente palazzinaro come il
nostro...



mit soz. gruessen,
cla

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#2 13-11-2008 11:03

due-calzini
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Re: Case popolari in Italia: una dimenticanza?

Lieben Claudia,

l'articolo è carino davvero e non fa cadere le palle come
> invece molti altri architetti (spero tu non abbia parenti architetti..).

Per ViceVersa dovevo lavorare a qualcosa proprio sull'edilizia popolare in
> toscana, chè sta diventando un casino. Non ti dico le discussioni coi nostri amministratori,,.
Per il PRC, penso, dovrebbe essere uno  degli obiettivi primari ed ho sempre chiesto agli amministratori di
> riferimento di fare qualcosa, di chiedere qualcosa, ma non c'è mai stato verso.
> Ti spiego come funge (per quanto ho capito...): ogni comune ottiene dei
> finanziamenti per costruire alloggi popolari. Allora:
>
> 1) i bandi sono regionali (non mi pare ci siano provinciali) e concorrono i
> vari comuni. Ci sono delle graduatorie, su cui influiscono, penso, numero di
> abitanti, num. persone che ne hanno bisogno, reddito medio, etc etc.. (e
> credo che con il federalismo si danneggeranno i comuni piccoli...). Non so
> bene ma ci deve essere una certa divisione tra bandi per costruzione e bandi
> per l'aquisto di immobili.
>
> 2) non vengono banditi ogni anno. ecco cosa dunque mi rispondevano i miei amministratori: come facciamo a fare un progetto o a proporlo, se non
> sappiamo
       a) quanto grande è il bando (cioè per quanti appartamenti etc etc),
       b) quando sarà, visto che questo potrebbe influire sul piano regolatore?
> La mia risposta è sempre stata questa: noi si fa un programma di quanti
> appartamenti sono NECESSARI per la popolazione. Si fa un minimo di progetto di
       a) dove disporli nel paese, suddividendo le zone per evitare i ghetti, e     b) come integrarli con strutture e servizi, collegamenti al centro etc. Che il bando arrivi oggi domani o tra 20 anni, per un progetto di base non
> cambia; se però non si fa, quando esce il bando o lo vincono altri comuni (e se serve davvero, tanto meglio) o se lo vinciamo se lo gestiscono i palazzinari (lotti, terreni, subappalti...) e sappiamo bene che non gestiscono una cosa particolare: il rapporto sociale.
>
> Può sembrarti strano ma da noi hanno costruito, negli ultimi 20-30 anni, un megaquartiere di poveri, quasi senza bar. Poi si lamentano che i ragazzini fanno casino per la strada....
>
> 3) conosco un compagno che lavora in un apposito ufficio provinciale: mi farò dare una mano da lui per altri dettagli.
>
> Ad ogni modo, avevo visto sulla guida che mi sono appena comprato (in
> deutsche!!!) questo:
> der koloss von rugen
> http://www.tourism-watch.de/dt/36dt/36. … index.html
>
> ma è roba nazista, non della Repubblica di Weimar come quelli che mi dicevi tu...però mi ricorda gli altri palazzi tedeschi per la
> precisione, l'ordine.
>
> grazie ancora per gli utilissimi spunti e speriamo venga fuori un bel
> lavoretto da far leggere al popolo!
>
> mit soz. gruessen
>
> Oigen

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#3 13-11-2008 11:05

due-calzini
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Re: Case popolari in Italia: una dimenticanza?

ciao eugenio,

mi fa piacere che l'argomento ti interessi. una delle cose in cui
credo fermamente - ma purtroppo non realizzabile affatto a voler
essere realistici - e' che le abitazioni dovrebbero essere gestite
dallo stato. questo e' il punto che mi piaceva dell'articolo di
biondillo, quando dice "... la stragrande maggioranza degli italiani.
I quali, grazie a una politica abitativa suicida che non costruisce
più edilizia sociale da circa trent'anni, hanno dovuto
obbligatoriamente optare per l' acquisto della casa, data l'assurdità
del costo degli affitti."

parlavo con una mia collega che viene proprio dalla sachsen-anhalt, e
mi raccontava dei suoi genitori, che si sono sposati relativamente
presto, a 20 anni su per giu', perche' la mamma aveva scoperto di
essere incinta. ma diceva che in fondo era la norma, in ddr, sposarsi
presto, perche' tanto si sapeva che una casa e un lavoro lo si aveva.
il lavoro non potevi sceglierlo piu' di tanto, ma sapevi di avercelo,
e una famiglia potevi pensare di costruirla. poi vabbe', le politiche
di incentivazione della famiglia sono tipiche dei regimi poco
democratici, ma questo e' un altro discorso. quello che mi interessa
e' che le case c'erano, per tutti, a prezzi ragionevoli - la bellezza
del monopolio. adesso anche le case ci sono per tutti, ma sono in mano
a pochi. quello che mi faceva riflettere nei criteri dei bandi che mi
hai inoltrato e', per esempio, la stima di persone che hanno bisogno
di una casa, e dei relativi redditi. in particolare, mi chiedo come
venga calcolata la soglia del reddito necessaria per "avere bisogno di
una casa". a pagare i ridicoli prezzi di affitti nelle grandi citta'
italiane (o ancor di piu' i ridicoli prezzi degli immobili da
acquistare, che valgono oro visto che in tutto il paese non si
costruisce piu' - almeno nelle citta', non ho esperienza di piccoli
paesi) magari una famiglia ci arriva pure, ma finisce che ci paga
davvero solo l'affitto. mi chiedo se questo venga considerato o
meno...

le case che ti ho linkato, fra l'altro, quelle diventate patrimonio
dell'umanita', sono state costruite non nel nazismo ma prima, durante
la repubblica di weimar che comunque e' stata caratterizzata da
politiche relativamente socialiste, almeno all'inizio.

dunque, se davvero devi occuparti dell'edilizia popolare in toscana su
un qualche numero di viceversa (prossimamente?) magari ti scrivo
volentieri un articolo fratello, partendo da questo spunto di
biondillo, e parlando del fatto che le abitazioni popolari di berlino
sono diventate patrimonio unesco. magari faccio delle ricerche, pur
non potendo andare a berlino, ma magari il potere di internet... posso
metterci anche qualcosa da pasolini, quando scriveva negli scritti
corsari che

"le opere del regime sono semplicemente opere che il
regime non puo' non fare",

parlava del piano fanfani per la casa,
anche se poi faceva riferimento ad altre opere del fascismo di fatto,
quello del duce, tipo le bonifiche e cose del genere. se mi dai il
via, tesi permettendo, mi avvio!

...se sei arrivato alla fine di questa mail vinci un premio: il succo di
sauerkraut (ebbene si, esiste... controlla al supermercato!)
no davvero, forse ho scritto un po' troppo smile

a presto ciao
cla

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