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#1 13-11-2009 19:18

due-calzini
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Dibattito sul PRC e alternativa comunista in Italia

Come da oggetto, apriamo il dibattito sul PRC e sull'attuale dirigenza, sugli altri partiti comunisti in italia e sulla possibilità di un'alternativa al capitalismo.
Dite la vostra!

Non in linea

 

#2 13-11-2009 20:40

due-calzini
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Re: Dibattito sul PRC e alternativa comunista in Italia

Riporto qua sotto, in ordine cronologico, l'inizio della discussione, avvenuto per mail (ringrazio vivamente Mattia ed Enrico):


Car* Compagn*,
la censura abita anche in casa Ferrero. L'ennesimo commento da me inserito sul blog del Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista, a seguito della vicenda accaduta ieri all'aba al Presidio Operaio AGILE-EUTELIA di Roma, è stato irrimediabilmente censurato.

La mia richiesta di affiggere la foto del fascista Samuele Landi su tutti i muri di Roma evidentemente non è stata accolta dal buon Ferrero, ex aderente alla lista di Democrazia Proletaria.

Purtroppo non ho salvato copia del mio commento sul mio computer, indi per cui non posso recuperarlo. Al riguardo della vicenda, comunque, ho scritto un articolo sul mio blog personale, dove non credo di avere affermato chissà quale principio alieno alla logica.

Come tutt* voi potete leggere, sostengo la tesi per cui i tribunali di "giustizia" borghesi non sono nè saranno mai in grado di giudicare serenamente il camerata Landi: la storia dello squadrismo italiano insegna che i mazzieri e le squadracce non pagano quasi mai i propri debiti verso la società civile ed onesta, fatta di Lavoratrici e Lavoratori che si spaccano letteralmente il culo (quando addirittura non muoiono sul posto di lavoro...) per una manciata di euro che sempre più sa di elemosina.

La propaganda dell'intera Federazione di Sinistra denuncia bassi salari, assenza di ammortizzatori sociali e licenziamenti di massa: ciò però confligge con la pratica quotidiana di "Lotta" che il cartello elettorale porta avanti. Se nulla si può pretendere dal signor Diliberto, assiduo frequentatore del piduista massone Elia Valori, da Ferrero qualcosa in più era doveroso aspettarsi.

La mia richiesta provocatoria di sottoporre Landi al giudizio della Base, della Classe Operaia, è stata cassata dal blog del Segretario, senza che il principio da me esposto parlasse di violenze o quant'altro di "illegale".

Rendo così noto a tutt* voi il fatto che la censura esiste anche all'interno del PRC, e che giunge inesorabile nella maniera più sbagliata possibile, seccando nettamente sentimenti proletari che non appartengono solo a me. Mai mi sono, nè vogli oatteggiarmi a "leader" di qualsivoglia ideologia e/o movimento, proprio per ragioni di oscurantismo che puzza della peggior esasperazione di ideologia trotzkista.

Se qualcun* volesse esporre il suo parere sulla questione ne sarei molto contento, per un sano dibattito di Base tra semplici Compagn* che non precluda nessun ragionamento nè ideologia, ovviamente restando nei limiti del buon senso e, ancora più importante, dell'ideologia Comunista-Progressista.

In attesa di Vostri riscontri, pareri, critiche, commenti, porgo i migliori saluti comunisti a tutt* voi.

Cordialmente,

MATTIA LACONCA - PAVIA



Caro Mattia Laconca, ho letto or ora la tua lettera centrata sulla censura "Ferreriana".
Sono un compagno del Lazio che ha lavorato sodo per un altro prc, perchè divenisse il partito di classe.
Ti inoltro queste poche righe di presentazione per farti capire chi sono, o credo essere.
In estrema sintesi la disillusione sul prc, in me, non è cosa nuova.
Comprendo quindi ( o credo) il tuo stato d'animo attuale.
Son in accordo con te, nessun tribunale borghese potrà infliggere la giusta punizione ai padroni sfruttatori.
Il che non vuol dire che dovrebbero essere impiccati, ma certamente non avvallati o quasi.
Ferrero e la maggior parte della dirigenza della cosiddetta sinistra radicale, che tutto è meno che radicale, in tutte altre faccende è affacendato.
Smorzare il più possibile il congresso in cgil, elezioni regionali come stampella del pd, tentare una alleanza che arrivi all'udc.
E questo non lo fa, perchè proviene da democrazia proletaria, ma perchè è diventato anche lui un burocrate come tanti altri.
E , se mi permetti, la burocrazia non è oscurantista in quanto trotzkista, ma perchè burocrazia, e quindi sottocasta che mira solo a salvare i propri interessi.
Io, mi sento solidale, con te, e voglio portarti la mia umile testimonianza.
In momenti come questi si cade nello sconforto, se si vivono da soli.
Bene hai fatto a denunciare pubblicamente quel che ti è accaduto, e continua cosi', ricercando un confronto dal basso, il più possibile largo.
Ti do del tu, perchè mi viene spontaneo, come se già ti conoscessi, e perdonami quindi la troppa schiettezza.
Io come mia testimonianza, ti dico che oggi sono impegnato nella ricerca di una casa comune dei comunisti non governisti e degli anticapitalisti e credo che al di là delle nostre differenti momentanee appartenenze, dobbiamo impegnarci, perchè questo nuovo percorso sia il più possibile dal basso e il più possibile lontano da concezioni di piccolo orticello.
Ora non voglio dilungarmi, ma sappi che di certo troverai altri compagni e compagne nella tua situazione, e questa discussione con loro, dal basso, porterà i frutti politico-sociali,per cui ci impegniamo.
Non ci sono scorciatoie, ma percorsi possibili si, e il confronto tra questi sarà la strada e la soluzione per creare quel che oggi manca,il partito che fa gli interessi della classe di riferimento.
Il mio saluto e la mia piena ed incondizionata solidarietà, Enrico Biso.



Ciao Enrico.
Sul "tu", lo dico subito a scanso di equivoci, sei OBBLIGATO ad usarlo!!! :-)

Riguardo alla vicenda del presidio AGILE-EUTELIA, un brutto quarto d'ora da fare passare ai protagonisti non starebbe male. Preso comunque atto che la classe Operaia è da sempre nell'occhio del ciclone della "giustizia" italiana. Hanno perso lustri a processare Segio, Bompressi, Moretti ecc... lasciando organizzare un mafioso piduista stragista per la sua salita al potere, avvenuta poi positivamente nel 1994. Falcone e Borsellino si occupavano del vero problema italiano, ovvero la mafia e con essa la politica, invischiata fino al collo. Ma si sa, Falcone e Borsellino non ci sono più, così come il "compagno dissidente" Impastato. Tant'è.

Riguardo al  riferimento a Democrazia Proletaria, era per ricordare quanto Ferrero e DP fossero critici rispetto al PCI e ad un passo dall'essere extraparlamentari. DP era un Partito di Lotta, innanzitutto, lontano dal "puzzo del compromesso morale" (mi perdonerai se utilizzo un espressione di Borsellino).

Sul trotzkismo, credo che la linea della "rivoluzione permanente" che porta il nome del bolscevico avrebbe devastato l'intera Rivoluzione d'Ottobre. Oltre ad avere tentato di delegittimare e far colare a picco un Congresso che a maggioranza voleva il Compagno Vissarianovic come guida della Russia Socialista. So che non sarai d'accordo con me, ma avrei fatto la stessa cosa e lo sviluppo Sovietico degli anni '21-'53  mi avrebbe dato ragione.

CIò, contrariamente a quanto passa dalla propaganda antistalinista, non pregiudica il confronto dal Basso che insisto caparbiamente a cercare. Se è vero che, come diceva il Compagno Stalin, "il Partito non è un circolo di discussione", è altrettanto vero che quando ci si discosta dalla linea di applicazione Comunista è necessario mobilitare innanzitutto la Base (maggioranza) e la Dirigenza (parte enormemente minoritaria, molte volte segnata dal settarismo) per invertire la rotta.

Una pratica, questa, che mi pare assai difficile da praticare all'interno di Rifondazione Comunista, segnata dal fallimento completo del bertinottismo durato oltre un decennio la quale ha lasciato ampie zampate sul simbolo di Partito: Chianciano ha stabilito un ipotetico "cambio di rotta", ma ha implicitamente preso atto della vocazione parlamentarista ed elettoralistica. Due termini, questi ultimi, che confliggono enormemente con la definizione "Partito di Lotta". La dimostrazione è davanti agli occhi di tutti: troppo lontani da fabbriche, cantieri e presidi; gli operai che votano Lega nonostante ci siano condizioni molto simili a quelle degli anni '60-'70; radicamento sul territorio a macchia di leopardo; militanza settaria e saltuaria.

Mi sono impegnato a lavorare con un Compagno fino a prima delle elezioni Segretario Provinciale del PdCI, ora impegnato con il progetto Comunisti-Sinistra Popoalre, perchè costantemente in giro per l'Italia a raccogliere testimonianze, dati, emozioni dai luoghi della Lotta Proletaria. E sta andando benissimo, compresa la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per istituire per legge il lavoro a tempo indeterminato.

Continuo a lavorare insieme a lui. Ma preciso: non in quanto esponente di CSP, ex PDCI o qualsivoglia sigla: in quanto Comunista, punto. Ho già sostenuto in Assemblea degli/delle Iscritt* la mia estraneità alle decisioni ed alla linea intrapresa dal Partito locale (sono iscritto al PRC Pavia) per vari motivi. Qui a Pavia chi vuole lottare ogni giorno non può fare riferimento al PRC come interlocutore. Oltre al fatto, anacronistico, non più valido e sinceramente demenziale, che il Partito si pone come strumento di organizzazione delle masse.

Vedasi il caso INNSE, al quale ho partecipato (da Pavia, sono salito più volte DA SOLO al presidio di Via Rubattino): la Base si è auto-organizzata, lasciando che il sindacato confederale (FIOM) ed i Partiti "di Lotta" Comunisti corressero dietro a 49 coraggiosi leoni per tentare di dimostrarsi al livello della Lotta. La Base è già ampiamente erudita, e la decisione di mettere sul campo IL CULO E LA FACCIA lo dimostra. Farsi guida ed esponente delle istanze che arrivano dalla Classe Operaia è, secondo me, motivo di offesa, che sminuisce la Base, il Basso in favore di una dirigenza parolaia presente solo quando "suona la campanella".

Perdonami nuovamente per la prolissità di quanto scritto, andrei avanti per ore. Ma il "progetto" di Chianciano non lo vedo proprio, se siamo ancora disposti a "dialogare" con un centro-sinistra affiliato anch'esso a lobby, consorterie e logge massoniche (Prodi, Latorre e D'Alema su tutt*). Il parlamentarismo ci ucciderà, il processo di autodistruzione è cominciato da almeno 10 anni: leggasi, da Genova 2001 in poi. Deriva socialdemocratica e borghese compresa.

Ti ringrazio enormemente per le parole che si sentono chiare, lucide e sincere. Da Compagno a Compagno, grazie.

Ti chiedo un unico favore: se potessi pubblicare sul mio blog tutte queste discussioni, censurate da una dirigenza che dialoga con Bersnai ma non con tutta LA SUA (!!!) Base.

Saluti Comunisti, a presto.

MATTIA LACONCA - PRC e CUB PAVIA




Caro compagno Mattia, intanto un grazie per la tua risposta sincera e che punta a mostrare quel che si è, "senza giochini" tattici di sorta.
Poi, per quel che riguarda la pubblicazione sul tuo blog: ovvio che sono in accordo con il pubblicare il tutto.
Poi ancora sul prc: io dopo vari anni di attività interna, non sono più iscritto dal 2003, e per vari anni sono stato un cosiddetto cane sciolto, termine un poco duretto, ma preferibile a politicamente stampella del pd.
Non voto più prc dal 2006, anno del nuovo appoggio al governo Prodi e in posizione ultra-critica del prc per la  vergognosa eliminazione dalle liste del prc del compagno Marco Ferrando, voluta dai ds.
Per me quello è stato il punto di non ritorno tra me ed il prc.
Ci tengo a dire che non sono mai stato un Ferrandiano, ma di fronte ad una mossa politica che chiariva ineccepibilmente,la non autonomia politica del prc, non ci ho pensato un solo secondo a prendere enormi distanze dal prc.
Oggi, collaboro con sinistra critica, con comunisti uniti e con altre esperienze dal basso e ti assicuro che non mi pento delle scelte fatte fino ad adesso.
Lotto per quel che posso, per costruire una casa comune dei comunisti non governisti e degli anticapitalisti.
Su quel che riguarda Chianciano sono stato uno dei pochissimi a denunciare con fermezza, ma senza ombra di settarismo, la nuova truffa di chi diceva di andare a sinistra, per in realtà svoltare nuovamente a destra.
Questo non vuol dire che non sappia che dentro il prc ci sono ottimi compagni che son sicuro che , tempo al tempo, faranno le giuste scelte verso il partito di classe, che non è un feticcio, ma una prassi di autorganizzazione per difendere al meglio gli interessi, della classe stessa.
Non sottovaluto nemmeno l'esperienza di comunisti-sinistra popolare o di contropiano, e anzi verso i compagni di contropiano, invio quel poco di scritti che mi sento modestamente di mandare in giro.
Non credo in un partito dichiaratamente trotskista, ma per me il trotskismo è stato un fenomeno di anticipazione dei tempi, contro le burocrazie diventate sottocaste e lontane dalla classe.
Le minoranze non mi hanno mai spaventato, se sono frutto di ideee e non di orticelli di autocostruzione.
Mi sento un antistalinista, ma da sempre non ho mai avuto la voglia di mettere all'angolo nessuno e quindi mi confronto e so che sia io che te , saremo indirizzati a costruire il partito di classe e dai confronti vari scaturirà il meglio possibile, che vedremo cosa vorrà dire.
Se entrassi in un confronto su Stalin-Trotski, sarebbe sterile, preferisco concentrarmi sulla tua voglia di autorganizzazione, che è anche la mia.
Oppure sul tuo riconoscere che le lotte sono avanti alle cosiddette avanguardie di partito, che il più delle volte sono retroguardie.
Questo è quello che ci unisce e per me non è poco.
Ho 46 anni, e non amo le tifoserie, per cui cerco quello che unisce e non quello che divide.
Sapendo anche che il confronto è anche scontro di idee, ma con il rispetto dovuto a chi la pensa in maniera differente.
In questi anni, ho imparato a riconoscere che non in un solo percorso ci sono le positività, ma nei vari percorsi.
I passi in avanti verso la casa comune dei comunisti non governisti e degli anticapitalisti non è patrimonio unico di nessuno di noi, non è esclusività, ma riguarda tutti noi e le nostre storie.
Per questi motivi, e per tanti altri che usciranno fuori dal confronto, credo che sia quindi giusto capire al meglio le altre posizioni, perchè credo di aver imparato che nel costruire lotte e vertenze, tra compagni e compagne, molte volte le posizioni altre, son molto simili alle posizioni nostre, in altre parole l'altro ed il nostro, possono diventare un unico progetto con le dovute differenze, ma senza cristallizzazioni di sorta, senza parrocchie e parrocchiette.
Le appartenenze politico-culturali a percorsi, sono ben altra cosa.
Un inizio di confronto che puoi utilizzare come vuoi, io pur avendo sensibilità politiche abbastanza precise, devo rispondere solo a me stesso, e me stesso è il contrario esatto di setta.
O , almeno cosi' credo.
Con l'occasione, ti invio il mio abbraccio ed il mio augurio di un buon lavoro verso il socialismo.
A presto risentirci. Enrico Biso
PS: ti allego il mio pezzo sul bilancio di Chianciano, non è chiaramente il libretto rosso, ma perlomeno è indicativo delle mie posizioni, e la chiarezza serve alla conoscenza, per poi dichiarare le differenze, che però non sono montagne insormontabili, se portano verso il partito di classe e verso le lotte e le vertenze.




LA SINISTRA DI CLASSE, IL PARTITO, CHIANCIANO, E IL CAMBIO DI ROTTA GOVERNISTA DEL PRC IN PIENA CRISI CAPITALISTA.                                                                                                                   



Era oramai nei fatti concreti, il cambio di maggioranza interna nel prc del tandem Ferrero-Grassi. Da mesi, le residue truppe bertinottiane di Rinaldi e Rocchi si erano dimostrate disponibili ad entrare nella maggioranza e contribuire di fatto alla estromissione delle componenti di sinistra del prc ( Ernesto, Falcemartello, Controcorrente).                                                                                                               

Componenti interne, queste ultime, che avevano op erato politicamente nello scorso congresso svoltosi a Chianciano per riuscire ad imprimere realtà alla cosiddetta " svolta a sinistra" del prc del dopo arcobaleno.

Di motivazioni da addurre , per propagandare la bontà della scommessa, sembravano essercene a iosa, in particolare argomentavano che bisognava opporsi con i fatti concreti al duo Vendola-Giordano emanazioni dirette delle politiche Bertinottiane.

Comunque sia, un congresso, quello di Chianciano, gestito dichiarando l'obiettivo di imprimere una svolta a sinistra per la rifondazione.

Certo, c'era il non piccolo problemino di ridare immagine a ex ministri del disastroso Governo Prodi e a ex capigruppo fino a poco tempo prima intenti a far votare vere e proprie svendite di patrimonio ideale ( voto alle missioni di guerra come l'Afghanistan, privatizzazioni, precarietà del lavoro. continui differimenti temporali di diritti civili,ecc.ecc. ) .

Ma, si diceva, che lo scommettere per estromettere i Bertinottiani  avrebbe portato a frutti politici,maturi.

E quindi, il via al partito-sociale, vero e proprio tentativo di ridare dignità politica ad un partito ridotto ad essere lontano da quel popolo di sinistra che in altri periodi ne aveva decretato le fortune politiche sperperate.  Facile capire le velleità dell'operazione "svolta a sinistra"? Beh, non proprio. Interi settori di compagni e compagne pur se con una storia critica, rientrarono nel prc, e anche per molti che ne rimanevano  fuori, il fascino per questa operazione di restyling  era innegabile.

Quindi niente prevenzioni e ben poche voci cercavano di smascherare quello che poi si è rivelato, nei fatti concreti un vero e proprio inganno della dirigenza Ferreriana e Grassiana del prc.

La tanto proclamata "svolta a sinistra" in realtà ha partorito ben altro dal ritornare alla "vera" rifondazione.                                                                                               

I circoli che hanno provato a praticare la svolta , in poco tempo, hanno potuto rendersi conto di quanto l'aria non fosse cambiata. L'appoggio locale al PD (anche in compagnia dell'udc) , che lavorava a livello parlamentare concretamente per nuovi sbarramenti elettorali, non è venuto mai meno e come un coniglio uscito da un cilindro di un prestigiatore, si sono dovuti sorbire anche una alleanza alle elezioni Europee con il pdci dell'arcigovernista Diliberto, e con Socialismo 2000 di Cesare Salvi. Per quello che riguarda i Consumatori Uniti, forse è meglio soprassedere causa ilarità congenita. Rimaneva inascoltata Sinistra Critica che chiedeva di discutere di politiche di classe, di innovazione anche simbolica e di non candidare i segretari di partito (orrore) e le richieste di settori che chiedevano teste di lista elettorali di operai (orrore doppio).

Il tutto era poi presentato con innegabile fantasia, con l'essere una lista comunista ed anticapitalista. Fantasia che pur facendo recuperare  parte dei voti persi con l'arcobaleno, ha però rinnovato il non avere eletti nemmeno al parlamento europeo. L'evidenza era troppo manifesta. Il "nuovo" anche solo annunciato , con politiche e volti stra-vecchi non trovava consensi.

E allora? Come uscirne ? La risposta la abbiamo ora davanti a noi, già pronta e confezionata, in questo cambio di alleanze interne che ha il pregio innegabile di essere facilmente leggibile e la cosa , nonostante la gravissima situazione, non può non fare piacere.

Oggi di nuovo sono pronti a fare a meno di finzioni e documenti che fanno intendere una cosa per poi praticarne un'altra. Rispuntano fuori velleità governiste ( prossime regionali e non solo ) mai sopite e mai messe sinceramente in discussione.

La "svolta" di Chianciano, in realtà, è servita alla burocrazia di partito per rinforzare ora le prossime future alleanze per  politiche moderate succubi del pd e pronte a rincorrere l'udc...

Altro che autonomia, altro che politiche dal basso, sotto il cielo plumbeo della sinistra governista , non si intravede niente di non già visto.

Ed il paradosso è che il tutto avviene in piena crisi economica capitalista, con ampi settori del mondo del lavoro in forte mobilitazione e con lotte radicali per poter mantenere una prospettiva minima di lavoro e dignità.. E di risultati possibili, pur in assenza di un partito di classe, se ne cominciano a vedere: Innse, Lasme e via dicendo.

E allora, credo, che valga la pena di rispondere a chi si chiede il come invertire una tendenza che porterà diritti all'essere politicamente stampella del pd e delle sue sciagurate politiche.

Parafrasando i settori di compagni e compagne che da mesi chiedono di non continuare una logorante "marcia sul posto", credo che sia non più rinviabile l'aprire una costituente per la sinistra anticapitalista ed abbandonare orticelli e piccole rendite di posizione, per occupare stabilmente uno spazio che altrimenti rimarrà colposamente e dolosamente vuoto.

Lo spazio che interi settori di classe, cercano ma non riescono più ad intravedere, e non certo per loro colpa.

Uno spazio che ha bisogno di politiche di opposizione sociale e di prassi politiche realmente anticapitaliste.

Lontani da giochini politici e poltroncine varie, con l'unico obiettivo di costruire la casa comune, il partito, dei diritti e delle lotte. Uno spazio in cui le istituzioni vengano intese come possibile luogo, in cui se eletti, si faccia da megafono di vertenze e rivendicazioni.

Uno spazio in cui confrontare opzioni e prassi concrete per ridare un senso al termine sinistra e una indicazione di lavoro teso inequivocabilmente a costruire una autonoma politica dei comunisti in una ottica di percorso di messa in discussione del potere capitalistico e delle sue politiche di rapina ambientale, di sfruttamento di classe, di genere, xenofobo.

Uno spazio in cui l'autorganizzazione ed il lavoro collettivo tornino ad avere centralità ed indicazione di metodo di intervento sociale, di pratica politica esterna ed interna.

Un percorso lungo e non certo privo di ostacoli, ma sempre più costruttivo del non andare da nessuna parte; risultato finale della "svolta a sinistra" tentata a Chianciano e che a questo punto si può definire conclusa.

Il partito comunista e anticapitalista del prossimo futuro ha da oggi tanti motivi in più per essere punto centrale nell'agenda politica della sinistra di classe.


Enrico Biso

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