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domenica, 21.03.10
Comunicato sull’interrogazione presentata circa la gestione dei rifiuti e il criterio di assimilazione dei rifiuti
I gruppi consiliari Rifondazione Comunista-Cittadini per Castelfiorentino e Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani di Certaldo presentano, nei rispettivi Consigli Comunali, un’interrogazione relativa al controllo sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
L’interrogazione nasce dall’esigenza di approfondire i criteri di assimilazione contenuti nel Regolamento per la gestione dei rifiuti e alla base del Piano tecnico finanziario di Publiambiente; infatti, la pratica di eccessivi livelli di assimilazione dei rifiuti speciali delle imprese agli urbani, tipica dell’Italia e soprattutto della Toscana, porta ad una maggiore produzione di RSU nella nostra regione.
Abbiamo fondati motivi per ritenere che l’assimilazione prevista dai regolamenti comunali recentemente approvati contrasti con i divieti stabiliti dall’art 195 del Codice dell’Ambiente D.lgs 152/06 e sia da considerarsi illegittima.
Non è chiaro inoltre sulla base di quali dati sia stata calcolata la tariffa dei rifiuti che pare eccessiva rispetto al fabbisogno finanziario di Publiambiente e più in generale si richiede di sviluppare un robusto sistema di controllo pubblico sul gestore come vorrebbe la normativa vigente, soprattutto in considerazione del salto di qualità positivo e da noi da anni sollecitato, ma molto impegnativo, del passaggio al porta a porta.
Riteniamo che tutto questo sia un atto dovuto nel momento in cui l’ATO Toscana Centro per i rifiuti avvia le procedure per giungere alla gara per l’affidamento del servizio ad un privato o per la cessione di almeno il 40% del capitale ad un socio privato con attribuzione di specifiche competenze operative, o infine, come auspichiamo, al ritorno ad una gestione sovra-comunale integralmente pubblica in house come prevista dal comma 3 dell’art. 23 del DL112.
L’approfondimento richiesto ad oggi non c’è stato; per questo motivo, tra le altre cose, chiediamo un intervento di ARPAT, quale organo pubblico preposto al controllo tecnico.
Sansepolcro: la Lega si dimostra barbara
L’iniziativa della Lega Nord di Sansepolcro di distribuire saponette per lavarsi dopo essere entrati in contatto con extracomunitari è quanto di più odioso e cinico si possa immaginare. Per raccogliere qualche consenso elettorale in più, lucrando sulle paure delle persone, non si esita ad affondare le mani nei liquami più fetidi della xenofobia e dell’intolleranza!
Anziché affrontare il rapporto con i migranti sul versante della difesa dei diritti di tutti (autoctoni e non) nei luoghi di lavoro, del rispetto delle regole (anche di quegli italiani che fanno profitti grazie al lavoro nero), della conoscenza e dello scambio culturale, si riesumano vecchi armamentari razzisti che speravamo definitivamente debellati all’indomani dell’abbattimento dei campi di concentramento e della sconfitta del nazi-fascismo.
Se non fosse un fatto drammaticamente serio sarebbe da rispondere con la stessa moneta distribuendo non sapone, bensì mollette rosse, onde proteggere l’olfatto dai miasmi nauseabondi emanati da certi figuri razzisti e xenofobi.
Credo che la Toscana, patria di Dante e del Rinascimento, esempio di cultura, tolleranza e accoglienza, primo stato al mondo ad abolire la pena di morte, avrà la forza per spazzare via certa sub-cultura diffusa dagli adoratori del “dio Po”.
Stefano Cristiano
Segretario Regionale PRC e portavoce della Federazione della Sinistra
La Corte dei conti Usa: prezzo raddoppiato e ritardo di due anni per il progetto internazionale
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sabato, 20.03.10
Solidarietà con Cuba
Solidarietà con Cuba
Solidarietà con Cuba
Risoluzione del Gruppo di Lavoro dell’Incontro Internazionale
dei Partiti Comunisti e Operai
Utilizzando la circostanza dolorosa della morte di un recluso condannato prima per delitti comuni e, in seguito, strumentalizzato in nome degli interessi degli Stati Uniti e della controrivoluzione che lo hanno indotto a rifiutare volontariamente di ingerire alimenti, nonostante gli sforzi profusi dai medici specialisti cubani, potenti mezzi di comunicazione, in particolare europei, hanno scatenato una feroce campagna diffamatoria contro Cuba.
Accusando Cuba della morte di questa persona si cerca di oscurare la verità e l’esempio di un paese che nel corso di più di 50 anni ha salvato milioni di vite di uomini, donne e bambini in numerosi paesi e regioni del mondo, come dimostra oggi l’esempio paradigmatico offerto ad Haiti.
I governi, le istituzioni, tra cui il Parlamento Europeo e i mezzi di comunicazione di massa che hanno mantenuto il silenzio di fronte ad esecuzioni extragiudiziali, che non condannano la partecipazione di soldati europei in guerre di conquista, che tacciono di fronte alla tragedia di milioni di disoccupati nei paesi della regione e che non condannano l’espulsione e la repressione dei migranti e la repressione contro i difensori del clima a Copenhagen, gli stessi che cercano di passare sotto silenzio le proteste in diversi paesi per le conseguenze della crisi strutturale del sistema capitalista e che non parlano dell’ingiusta reclusione dei cinque patrioti cubani negli Stati Uniti, non hanno alcuna autorità per criticare Cuba.
Lisbona, 14 marzo 2010
I partecipanti alla Riunione del Gruppo di Lavoro dell’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai
Partito Comunista Portoghese
Partito Comunista Sudafricano
Partito del Lavoro del Belgio
Partito Comunista del Brasile
Partito Comunista di Boemia e Moravia
Partito del Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)
Partito Comunista di Cuba
Partito Comunista di Spagna
Partito Comunista di Grecia
Partito Comunista dell’India (Marxista)
Partito Comunista dell’India
Partito Comunista Libanese
Partito Comunista della Federazione Russa
Traduzione a cura de l’Ernesto online
Gli jugoslavi e Srebrenica
Jugosloveni i Srebrenica
(italiano / srpskohrvatski)
Gli jugoslavi e Srebrenica
Insieme abbiamo combattuto, liberato e costruito la nuova Jugoslavia. Insieme l' abbiamo distrutta e ci siamo divisi. La criminale pulizia etnica è stata la caratteristica base di questa divisione. Le colpe di questo male e crimine contro i popoli e le nazionalità jugoslave sono evidenti. Testimonianza ne sono le tombe degli uccisi, le donne stuprate, le case e le chiese distrutte e saccheggiate, gli appartamenti espropriati, i profughi...
Si dice che "il crimine è individuale"! Si,"malo morgen"
"Specificità Comparto Sicurezza e Difesa" .... PAROLE, PAROLE, PAROLE !!!
"Specificità Comparto Sicurezza e Difesa" .... PAROLE, PAROLE, PAROLE !!!
“Non si può che rimanere sconcertati leggendo le dichiarazioni dell’on Gasparri e del Ministro Brunetta che, all’indomani del varo della norma sulla “specificità” contenuta nel disegno di legge sul Lavoro approvato in via definitiva dal Senato, hanno parlato di svolta epocale ed “obiettivo storico” per gli appartenenti alle Forze Armate e Forze di Polizia.
Secondo gli esponenti di governo la nuova disposizione “ sottolinea la 'insostituibilità', unicità, rilevanza svolta dal comparto sicurezza' ed andrà a regolamentare vari aspetti tra i quali quello previdenziale, funzionale ed economico compatibilmente con le risorse disponibili”.
Il Cile e l'acqua pubblica
http://mattialaconcaprc.splinder.com/post/22429019/Cile%3A+la+guerra+dell%27acqua+nelLo Stato del Cile è balzato agli onori della cronaca al termine dello scorso mese di febbraio, quando un devastante sisma del nono grado della scala Richter ha devastato il Paese, causando centinaia di morti (452 accertati al momento in cui scrivo) e migliaia di feriti e sfollati.A seguito di tale disastro naturale, le immagini degli sciacalli mediatici hanno cominciato ad inondare gli schermi televisivi e le prime pagine dei quotidiani, per abbandonarli (quasi) del tutto con eguale rapidità e cinismo dopo un paio di settimane di informazione serrata e gara a chi fosse arrivato prima e con più clamore con i "propri" aiuti. Ciò che non si può fare a meno di notare è quella grossa incongruenza per cui nei giorni immediatamente successivi al sisma si registrasse un' agghiacciante carenza di acqua potabile nelle metropoli come nelle più defilate periferie. Nel Paese attraversato dalla Cordigliera delle Ande e dalle centinaia di ghiacciai che costellano il territorio. Nel Paese che condivide, nel tratto confinante con l'Argentina nella regione della Patagonia, la più grande riserva d'acqua dell'intero pianeta. Celebre è il Campo de Hielo Sur, con un estensione fisica pari al doppio della Corsica con i suoi 16.800 chilometri quadrati e registrato come la terza calotta glaciale mondiale per dimensione e portata dopo Antartide e Groenlandia; il Campo, peraltro, è ben noto all'Italia per essere stato studiato a lungo dal nostrano esploratore e sacerdote salesiano Alberto Maria De Agostini, vissuto a cavallo tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento, che alla Terra del Fuoco ed alla Patagonia ha dedicato la sua vita. È questa la più grande riserva d'acqua del sub-continente sudamericano, tuttora non completamente esplorata. Beninteso, riserva d'acqua dolce, dunque immediatamente potabile senza essere trattata. Altrettanto celebre e strategico in termini di riserve idriche è il ghiacciaio Bruggen, anch'esso esplorato e studiato da De Agostini (lo battezzerà "ghiacciaio Pio XI, in onore del Papa in carica all'epoca) e riconosciuto come il più esteso in lunghezza dell'intero emisfero meridionale. L'enorme riserva idrica presente nella parte meridionale del Paese compensa la storica aridità del Norte Grande, ovvero la parte settentrionale del Cile. L'equilibrio biologico venutosi a creare col tempo è stato, molto probabilmente in maniera irreversibile, devastato dall'intervento dell'uomo e del suo incontrollato sviluppo: il ghiacciaio Bruggen è messo a dura prova dagli allevamenti intensivi di salmoni così come le foreste al di là della Cordigliera andina sono state spazzate via per fare posto, dall'epoca coloniale in poi, alle innumerevoli fonderie per lo sfruttamento delle risorse minerarie del Paese. Rame ed acqua sono beni assolutamente finiti: all'alba del ventunesimo secolo appena avviato ancora di più. La rivoluzione industriale ha mangiato più della metà delle risorse terrestri in due secoli, senza peraltro dare eguale sviluppo per tutti. Appena un mese prima del devastante sisma, il Cile si è mobilitato per sensibilizzare il neo-eletto Presidente Sebastiàn Pinera circa lo sfruttamento delle risorse idriche (ed in senso più lato ambientali) della nazione. La IdroAysen (o HydroAysen) ha avanzato da tempo un progetto di costruzione selvaggia in Patagonia, secondo il quale la regione verrebbe tagliata in due longitudinalmente da oltre 2000 chilometri di cavi atti a trasportare 2355 MegaWatt di energia idroelettrica, generata da cinque enormi dighe da sistemare sul Rio Pascua e sul Rio Baker. --br-- Il grande coordinamento per il diritto al libero accesso all'acqua passa trasversalmente dalla politica, ai movimenti indipendenti sino al clero: noto infatti è Luis Infanti, italiano, vescovo di Coihaique e cileno d'adozione a seguito di oltre trent'anni di residenza, uno dei più rappresentativi artefici dell'ennesima dura lotta tra Davide e Golia. Il progetto in cantiere della IdroAysen viene indirettamente avallato dall'Unione Europea e dalla sue politiche di recepimento del Protocollo di Kyoto: in sintesi, i Paesi che superano i limiti fissati dalla UE pagano sanzioni economiche; queste vanno poi a sostenere "progetti di sviluppo di centrali idroelettriche", esattamente come quello della IdroAysen in Patagonia. Va ricordato come, secondo stime governative del 2007, soltanto il 17% dell'energia prodotta su suolo nazionale cileno vada effettivamente a beneficio della popolazione contro il 37% diretto all'industria mineraria ed estrattiva. Anche il lato "filantropico" dell'impresa, che IdroAysen ha già provato a sostenere, è irrimediabilmente sfatato. Senza contare inoltre come sia assurdo a rigore di logica costruire un impianto per energia idroelettrica ad oltre 2000 chilometri dalla prima struttura utile. Ciò che si va a verificare in una delle ultime aree incontaminate del pianeta è l'ennesima speculazione con il capitale come unico obiettivo: la più grande multinazionale dell'energia a capitale interamente privato, Endesa, presente anche in Italia dopo avere assorbito la sigla E.ON, già si sfrega le mani e collabora a stretto giro con IdroAysen. I grandi mezzi di informazione, così come molti più piccoli, non hanno nemmeno accennato al futuro che si sta delineando in un'area così delicata per l'intero ecosistema terrestre, o almeno di quel che ne rimane. Tutto può ancora essere fermato per tempo. Alquanto difficile però pensare che Sebastiàn Pinera, leader della destra più conservatrice e liberista cilena, capace di nominare nuovamente personaggi collusi con la dittatura di Pinochet ad inarichi governativi, possa interessarsi della questione e bloccare un'operazione che frutterebbe una vera e propria pioggia di miliardi per la borghesia cilena. La guerra dell'acqua che attraversa il Cile interessa ogni angolo di questo mondo, o comunque di quel che ne rimane. È interesse globale fermare la mano speculativa sulla risorsa più preziosa per la vita sul pianeta. MATTIA LACONCA - CUB PAVIA |
Verso una vita migliore e ritorno.
Il caso della migrazione di massa dai Balcani al nord Europa e quello della segregazione scolastica in Croazia. Due storie che raccontano una sola questione, quella dei Rom. Per una curiosa coincidenza, l'autobus che li riporta a casa, verso quel presente dal quale cercavano di fuggire, raggiunge l'autostazione di Presevo mentre la "Grand Chamber" della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si pronunciava a favore della loro minoranza, sanzionando la Croazia. Due storie, piccole, che si sovrappongono e raccontano qualcosa di una questione molto più grande e complessa, quella dei Rom e della condizione in cui vivono nei Paesi della ex Cortina di Ferro. Verso una vita migliore e ritorno. Se i numeri hanno un senso, quelli sotto gli occhi dei funzionari del servizio immigrazione a Stoccolma e Bruxelles non tornano. Nei primi due mesi dell'anno, infatti, il governo belga ha ricevuto 400 domande circa di cittadinanza di persone provenienti dalla Serbia e altrettante di cittadini macedoni. Considerando che in tutto il 2009 erano arrivate solo 201 domande (112 nel 2008), la cifra è sembrata subito strana. In Svezia, invece, tra gennaio e febbraio si sono registrate 770 domande di asilo. La storia, di per sé, è semplice ma cela dei risvolti. Lo scorso dicembre, Serbia, Montenegro e Macedonia hanno ottenuto l'abolizione del regime dei visti per i loro cittadini, cioè il diritto di entrare nei Paesi della Ue liberamente, senza la macchinosa e complicatissima procedura che li costringeva ad ottenere un visto d'ingresso. Di questa opportunità, hanno cercato di approfittare i disperati che dall'oggi al domani si sono trasferiti in Belgio e in Svezia (ma anche in Svizzera), allettati dal miraggio di una vita migliore e convinti che le politiche dei due Paesi in materia di asilo fossero particolarmente elastiche. Il risultato è che, a scaglioni, serbi e macedoni di etnia albanese ma soprattutto Rom saranno rispediti a casa. Ammesso che non l'abbiano venduta per pagarsi il viaggio. L'11 marzo, le autorità serbe hanno confermato che il primo autobus con 44 passeggeri aveva varcato i confini. Ma probabilmente non è stato solo un passaparola basato su una notizia infondata a spingere quasi duemila persone a mettersi in viaggio verso il Nord Europa. Le autorità serbe e macedoni sospettano che dietro ci sia una organizzazione strutturata e ramificata che fa affari con la disperazione. Le prime informazioni provenienti da Skopje parlano di otto agenzie di viaggi della città di Kumanovo che sarebbero sotto inchiesta per aver partecipato all'organizzazione di questa migrazione di massa. Probabile che Kumanovo, nella Macedonia nord-occidentale, a maggioranza albanese, sia uno dei centri nevralgici dell'organizzazione nel mirino degli investigatori, visto che qui sarebbero sotto inchiesta alcuni poliziotti che avrebbero intascato mazzette per chiudere tutti e garantire il rilascio dei passaporti biometrici. Skopje e Belgrado stanno collaborando attivamente perché l'intera vicenda rischia di danneggiare i due Paesi balcanici,e la loro credibilità come futuri membri dell'Unione Europea. Intanto il governo belga ha già speso oltre 200 mila euro, dal momento che per legga paga 500 euro al giorno a ciascun richiedente asilo cui non garantisce un posto letto, mentre la procedura è in corso. La segregazione scolastica. Le condizioni in cui vivono le comunità Rom nei Balcani e nell'Europa Orientale più in generale sono particolarmente deprimenti: disoccupazione, analfabetismo, mancanza di alloggi, povertà sono alcuni dei mali endemici. Per capire quanto sia grave la situazione, però, è sufficiente concentrarsi su un problema in particolare, quello della segregazione scolastica. Ai bambini Rom vengono cioè riservate classi o scuole "speciali". E' una pratica diffusa nell'est Europa, generalmente tollerata. Con delle eccezioni incoragginati. Pochi giorni fa la Grand Chamber della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato la Croazia per aver riservato a 15 bambini un trattamento discriminante. I casi risalivano ad un periodo compreso tra il 1996 ed il 2000. Alle famiglie dei bambini era stato dato torto in tutti i gradi di giudizio in Croazia e anche in primo grado dalla Corte Europea, nel 2003. Il verdetto d'appello ha rovesciato la sentenza e condannato le autorità croate a pagare 4500 euro per ciascun alunno e 10 mila euro cumulativi di spese processuali. Secondo quest'ultime, la scelta sarebbe stata dettata dalle difficoltà linguistiche incontrate dai piccoli Rom. Secondo la Corte, però, a giustificare tale misura non c'era nessun test linguistico, né i piccoli sono stati monitorati per cogliere eventuali progressi. Abbandonati a loro stessi, insomma, come studenti di serie B. Che domani diventeranno cittadini di seconda categoria. Ma il quadro generale, purtroppo, è questo. Solo lo scorso gennaio, Amnesty International ha denunciato li sistema delle "scuole pratiche" varata nella Repubblica Ceca, dove ci sono istituti riservati a bambini che vengono dichiarati "mentalmente disabili". La cosa curiosa è che nella quasi totalità dei casi, questi studenti speciali sono Rom. La stessa situazione si registra in Ungheria, Paese in cui i Rom sono una minoranza consistente, tra le 600 e le 800 mila unità. Anche qui i bambini Rom, in buona parte, vengono dichiarati disabili mentali. Sarà per questo che un recente sondaggio ha rivelato che l'80 per cento delle famiglie di etnia ungherese non vuole che il loro bambino frequenti classi con alunni Rom. Una percentuale inferiore (40 per cento) si è registrata in Bulgaria. Il 10 marzo, si è mosso il direttore di European Roma Rights Center, Rob Kushen, per stigmatizzare le dichiarazioni del premier slovacco, Robert Fico, secondo il quale la segregazione scolastica era la sola via d'uscita per superare il sottosviluppo delle comunità Rom del Paese. Il risultato è che nell'Europa orientale il tasso di abbandono scolastico, all'interno di questa comunità si aggira sull'80-90 per cento. Cifre impressionanti che spiegano perché, se non si provvede, la comunità Rom continuerà ad essere esclusa. Alberto Tundo |
I Candidati regionali in tema di privatizzazione dell’acqua: parteciperemo convintamente alla manifestazione di domani a Roma per dire no alla privatizzazione.
Lista “Federazione della Sinistra – Verdi”
I Candidati regionali in tema di privatizzazione dell’acqua: parteciperemo convintamente alla manifestazione di domani a Roma per dire no alla privatizzazione. Non ci convince il convegno sul tema che si terrà lunedì in Palazzo Vecchio”
Aderiamo a parteciperemo con convinzione alla manifestazione nazionale di domani sabato 20 marzo a Roma per dire no alla privatizzazione dell’acqua portata avanti dal Governo nazionale, certi che l’appuntamento contribuirà a far ripartire il movimento a favore della ripubblicizzazione. Movimento che in Toscana aveva raccolto a suo tempo oltre 42 mila firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare che aveva quest’obbiettivo. Proposta che – nonostante il nostro impegno - poi non trovò accoglimento in sede di Consiglio Regionale. Impegno che nel concreto metteremo nuovamente affinché il movimento per la ripubblicizzazione riprenda vigore, anche in vista della campagna referendaria contro le norme di privatizzazione approvate dalla destra. Sul tema si terrà lunedì in Palazzo Vecchio a Firenze un convegno che non ci convince in quanto, seppur sembra cogliere la rinnovata sensibilità sui questi temi, non ci pare vada nella stessa direzione. Questo perché se da una parte troviamo fra gli organizzatori Cispel - l’associazione dei gestori del servizio idrico, che, insieme ai gestori stessi, non è certo mai stata favorevole alla ripubblicizzazione – dall’altra non troviamo fra gli invitati realtà quali Contratto Acqua – massima autorità che livello italiano e internazionale ha come finalità esattamente la ripubblicizzazione.
I Candidati nel listino regionale:
Monica Sgherri
Paolo Marini
Mauro Romanelli
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venerdì, 19.03.10
EMBARGO fino alle ore 10 di domenica 21 marzo
19 marzo 2010
EMBARGO fino alle ore 10 di domenica 21 marzo
Boscimani: 8 anni senz’acqua
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| Xoroxloo Duxee, morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani. © Survival |
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Verso una vita migliore e ritorno. Se i numeri hanno un senso, quelli sotto gli occhi dei funzionari del servizio immigrazione a Stoccolma e Bruxelles non tornano. Nei primi due mesi dell'anno, infatti, il governo belga ha ricevuto 400 domande circa di cittadinanza di persone provenienti dalla Serbia e altrettante di cittadini macedoni. Considerando che in tutto il 2009 erano arrivate solo 201 domande (112 nel 2008), la cifra è sembrata subito strana. In Svezia, invece, tra gennaio e febbraio si sono registrate 770 domande di asilo. La storia, di per sé, è semplice ma cela dei risvolti. Lo scorso dicembre, Serbia, Montenegro e Macedonia hanno ottenuto l'abolizione del regime dei visti per i loro cittadini, cioè il diritto di entrare nei Paesi della Ue liberamente, senza la macchinosa e complicatissima procedura che li costringeva ad ottenere un visto d'ingresso. 







